La questione genitale / 3
Oggi siamo tutti anestetizzati e incapaci di definitività
Parlare di celibato ecclesiastico, oggi, è una delle imprese più difficili e controcorrente che si possa fare: ne è consapevole il cardinale Piacenza nel suo bel testo indirizzato ai seminaristi, in cui misura le forze contrarie alla castità, che sono ormai diventate “cultura condivisa”. E’ proprio su questo tema – che è stato del resto già al centro della contesa con i cristiani riformati nel XVI secolo – che si gioca il conflitto più aspro fra chiesa e modernità. di Lucetta Scaraffia Leggi Maledetti genitali. La dura battaglia della chiesa per la castità di Mauro Piacenza
13 AGO 20

Parlare di celibato ecclesiastico, oggi, è una delle imprese più difficili e controcorrente che si possa fare: ne è consapevole il cardinale Piacenza nel suo bel testo indirizzato ai seminaristi, in cui misura le forze contrarie alla castità, che sono ormai diventate “cultura condivisa”. E’ proprio su questo tema – che è stato del resto già al centro della contesa con i cristiani riformati nel XVI secolo – che si gioca il conflitto più aspro fra chiesa e modernità. Ancora più aspro di quello, già forte, che riguarda il comportamento sessuale dei laici. Il pericolo, come segnala il cardinale, è addirittura quello di non vedere più il problema, di “essere anestetizzati attraverso una sorta di flebo che ‘goccia a goccia’ mondanizza”. E di non accorgersi che il problema non investe solo la sfera psicosessuale, ma “l’intero ambito relazionale delle persone”. Ci vuole molto coraggio e libertà intellettuale per scrivere, oggi, frasi così chiare. E per dichiarare senza mezzi termini che “il cuore dell’uomo è fatto per la definitività” in un tempo in cui la relatività di ogni scelta sembra essere divenuta la garanzia della libertà di ogni essere umano.
Ma soprattutto è profonda e carica di significato la parte propositiva del testo, quella in cui si rivendica il celibato come centrale nella vita di un sacerdote, come garanzia della sua vocazione e della sua capacità di stare sempre in contatto con Dio. Perché il celibato si può sostenere solo se aiutati dalla grazia divina, e per ricevere la grazia i sacerdoti devono lasciare spazio, nella loro giornata, al rapporto con Gesù, quindi all’orazione e all’adorazione. Lungi da ogni interpretazione psicologica, di ogni discorso sociale, il cardinale riporta il mistero del celibato al suo significato profondo, nel cuore del rapporto con Cristo.
Con uno sguardo più secolare, si potrebbe ricordare anche che il celibato ecclesiastico costituisce una testimonianza vivente della diversità umana dalla natura animale: una prova del fatto che l’uomo è creato da Dio, e non è solo frutto di una evoluzione del mondo animale, come oggi si preferisce pensare. Una prova concreta ed evidente, quindi, dell’incommensurabile valore di ogni vita umana.
di Lucetta Scaraffia
Ma soprattutto è profonda e carica di significato la parte propositiva del testo, quella in cui si rivendica il celibato come centrale nella vita di un sacerdote, come garanzia della sua vocazione e della sua capacità di stare sempre in contatto con Dio. Perché il celibato si può sostenere solo se aiutati dalla grazia divina, e per ricevere la grazia i sacerdoti devono lasciare spazio, nella loro giornata, al rapporto con Gesù, quindi all’orazione e all’adorazione. Lungi da ogni interpretazione psicologica, di ogni discorso sociale, il cardinale riporta il mistero del celibato al suo significato profondo, nel cuore del rapporto con Cristo.
Con uno sguardo più secolare, si potrebbe ricordare anche che il celibato ecclesiastico costituisce una testimonianza vivente della diversità umana dalla natura animale: una prova del fatto che l’uomo è creato da Dio, e non è solo frutto di una evoluzione del mondo animale, come oggi si preferisce pensare. Una prova concreta ed evidente, quindi, dell’incommensurabile valore di ogni vita umana.
di Lucetta Scaraffia
Leggi Maledetti genitali. La dura battaglia della chiesa per la castità di Mauro Piacenza